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Cose di mare - Manuale di meteorologia a cura del Cap. Geofisico Orazio Di Casola

  

Q

ueste dispense hanno lo scopo di essere un supporto sintetico su quella 

parte essenziale della meteorologia che interessa tutti coloro che praticano l'arte del 

navigare, sia a scopo dilettantistico che semi professionistico.

 

 Ogni argomento è trattato in modo da evidenziare soprattutto gli aspetti pratici che 

quelli teorici.

 

 Da sempre il tempo è stato un fattore regolatore di ogni attività svolta dall'uomo, il 

quale ha mostrato sempre fascino nel capirlo e nel prevederlo. Qui si vogliono dare le 

principali  informazioni che possono portare alla conoscenza di alcuni parametri che 

regolano il "tempo", alla quale è legata buona parte delle attività marinare e che 

aiuta ad affrontare il mare con maggiore consapevolezza  e sicurezza.

 

Cap. Geofisico Orazio Di Casola

 

 

 

PROGRAMMA 

 

CHE COSA E' LA METEOROLOGIA?

 

Introduzione alle principali Carte Meteorologiche
Principali configurazioni bariche

 

STUDIO DI UNA  CARTA AL SUOLO

 

Individuazione della direzione e intensità del vento al suolo
Sistemi  

nuvolosi e fenomenologia associata

 

IL VENTO COME MISURARLO

Scala BEAUFORT

S

tato del mare e Forza del vento

 

Carta dello "Stato del Mare" 
Bollettino ai naviganti - METEOMAR

 

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IL VENTO 

(2°parte)

Le brezze

Dati statistici (Sicilia occidentale)

Interpretare i segni

STRUMENTI METEOROLOGICI

Quali sono e come usarli

ACQUISIZIONI DELLE INFORMAZIONI METEO

Navigare con internet

  

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 Cos'è la METEOROLOGIA?

 

 

I

l termine deriva dal greco "METEOROS" ("le cose che stanno di sopra") e 

"LOGOS" ("discorso"). 

E' quindi quella SCIENZA CHE STUDIA IL COMPLESSO DEI FENOMENI 
ATMOSFERICI
.
 

Già civiltà antichissime (cinese, greca, romana) tentarono di spiegare e classificare i 
fenomeni atmosferici. 

Si deve ad Aristotele (384 - 322 a.C.) il primo trattato di meteorologia. 

Solo nel 1600 si ebbe la prima descrizione sui fenomeni meteorologici e le prime 
misurazioni delle grandezze fisiche meteorologiche. 

Infatti in questo periodo nacque il primo igrometro per la misurazione dell'umidità, 
Galileo perfezionò il termometro a mercurio e Torricelli inventò il barometro. 

Ad ogni modo i maggiori progressi della meteorologia sono correlati alle innovazioni 
tecnologiche dei mezzi di misurazione e di calcolo nonché alle sempre più interessanti 
scoperte nel campo della fisica dell'atmosfera. 

Introduzione alle principali Carte Meteorologiche 

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         Esistono molti tipi di carte meteorologiche, ognuna delle quali contiene 
informazioni specifiche sulle diverse grandezze che regolano le condizioni e 
l'evoluzione del tempo, su una determinata area geografica. Esse si dividono 
principalmente in ANALISI e PREVISTE, al SUOLO ed in QUOTA. In questo corso 
esamineremo in maniera specifica le Carte al Suolo, la cui corretta lettura ci 
permetterà di avere un'idea abbastanza chiara circa la situazione meteorologica 
attuale e/o prevista. 

Cominciamo col dire che le grandezze fondamentali in meteorologia sono: 

TEMPERATURA, PRESSIONE e UMIDITA'; attraverso i legami fra queste tre grandezze, 
la meteorologia mira a stabilire precisi rapporti causa - effetto tra le variazioni spazio 
temporali di esse e dei fenomeni del tempo. Il rilevamento di queste tre grandezze ai 
vari livelli dell'atmosfera permette di costruire delle carte che danno informazioni sul 
tempo presente e, la successiva rielaborazione di questi dati attraverso complessi 
sistemi matematici porta alle evoluzioni più probabili del tempo. Al suolo i dati sono 
costantemente rilevati da un certo numero di stazioni meteorologiche, le quali 
concorrono al servizio di veglia meteorologica, mentre in quota gli stessi dati sono 
rilevati tramite palloni sonda, all'estremità dei quali viene agganciata una radiosonda 
munita di tre sensori rispettivamente per ognuna delle tre grandezze già indicate. 

 La correlazione tra quello che avviene in superficie e ciò che si è rilevato in quota 
permette alla fine di elaborare i diversi prodotti grafici, ausilio essenziale per il 
meteorologo. Tra le molteplici carte a disposizione, alcune di esse assumono una 
particolare importanza ai fini previsionistici, quali ad esempio le carte in quota alla 
500 hPa, le carte al suolo che tratteremo in maniera più approfondita e la carta del 
tempo significativo. Prima di dare un esempio visivo di queste carte, introduciamo 
brevemente alcuni concetti su quelle che sono le figure bariche predominati ognuna 
delle quali assume un significato ben preciso per il meteorologo .

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Esempio di carta in quota a 

500 HpA (5500 m circa)

Principali configurazioni bariche

 

■     

      

ALTA o ANTICICLONE

■     

         BASSA o DEPRESSIONE 

■     

         PROMONTORIO 

■     

         SACCATURA 

■     

         SELLA 

■     

      PRESSIONE LIVELLATA 

 

ALTA PRESSIONE

 

E' di solito associata ad un'area dalle buone condizioni meteo, dove il cielo si presenta 
azzurro e stellato di notte con la presenza di cumuletti di bel tempo in rapido 
dissolvimento o comunque non molto sviluppati. 

 BASSA PRESSIONE

 

La si associa ad una zona dove ci si aspetta tempo perturbato, il cielo si presenta 
nuvoloso e quindi si possono avere anche piogge o temporali a seconda del tipo di 
sistema nuvoloso da cui la zona è interessata. 

 

PROMONTORIO

 

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Zona di alta pressione. Figura molto frequente e ben visibile soprattutto nelle carte in 
quota. Visivamente, su una carta va immaginata come una montagna. 

 

SACCATURA

 

Fascia di bassa pressione, anch'essa figura frequente molto ben visibile nelle carte in 
quota. Visivamente, su una carta  va immaginata come un avvallamento. 

 

SELLA

 

       Zona compresa fra due alte pressioni e due basse pressioni che si fronteggiano. 

E’ una zona a scarso gradiente dove le condizioni del tempo sono spesso all’indice 

della variabilità. 

 

PRESIONE LIVELLATA

 

Spesso visibile su una carta al suolo, si ha quando in condizioni di bel tempo la 
distanza tra due isobare è molto grande ed abbraccia una zona di ampiezza 
considerevole.

 

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cos'è la meteorologia

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studio carta suolo

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Studio di una CARTA AL SUOLO

 

     

Cosa è la carta al suolo

     

tipi di carte al suolo

     

individuazione della direzione ed intensità del vento al suolo

     

sistemi nuvolosi e fenomenologia associata

 Cosa è la carta al suolo

La carta al suolo è una carta isobarata, dove cioè vengono riportate delle linee che 
uniscono tutti i punti su una determinata area geografica avente uguale pressione. 
Nelle carte le isobare sono di norma tracciate di 4 in 4 ettoPascal (hPa).

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Carta al suolo 
isobarata

 

Le zone di Alta Pressione (H)  sono riconoscibili dal fatto che sono attorniate da 

isobare che indicano dal centro alla periferia pressione atmosferica via via inferiore. Al 
contrario le isobare che si chiudono intorno ad una zona di Bassa Pressione (L) 
indicano valori via via crescenti partendo dall'epicentro; per intuizione possiamo dire 
che le prime sono solitamente associate a condizioni di bel tempo mentre le seconde  
sono associabili a zone di tempo perturbato, il cui grado di instabilità è strettamente 
legato al "GRADIENTE", ovvero il rapporto fra la differenza di pressione tra due 
punti e la distanza tra i punti stessi. E' facile intuire che visivamente su una carta più 
vicine tra loro sono le isobare maggiore è il gradiente. L'atmosfera ad ogni modo 
tende a trovare un suo equilibrio, spostando le masse d'aria dalle zone di alta 
pressione verso quelle di bassa; il vento quindi rappresenta l'effetto risultante dallo 
spostamento delle masse d'aria. 

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Rosa dei venti

 

Venti predominanti sulla penisola

 

Concluderemo questa parte col dire che nelle alte pressioni le masse d'aria circolano 
in senso orario, viceversa nelle basse pressioni circolano in senso antiorario; mentre a 
quote alte il vento è parallelo alle isobare, al suolo bisogno tener conto di un'incidenza 
dovuta all'attrito con il suolo per cui il vento tende a tagliare le isobare, uscendo dalle 
Alte ed entrando nelle Basse

Ricapitolando possiamo fare una correlazione di questo tipo: 

Distanza delle isobare

Differenza di pressione

Evoluzione del tempo

Piccola

Elevata

Vento forte

Grande

Bassa

Calma o vento debole 

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Esistono tre tipi di "Carte al Suolo": 

-         Analisi al Suolo dell'Europa (A.S.) 

-         Prevista al suolo dell'Europa (F.S.) 

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-         Carta del Tempo d'Italia 

 Individuazione della direzione ed intensità del vento al suolo 

 Dopo aver dato qualche cenno sulla circolazione delle masse d'aria all'interno delle 

zone di Alta e di Bassa, attraverso degli esempi visivi cercheremo di ricavare la 

direzione e l'intensità del vento, quest'ultima, strettamente legata al gradiente. 

Applichiamo le pochissime regole finora apprese, ricordando che al suolo il vento 
tende a tagliare le isobare  con un angolo di circa 30°.

Carta al suolo su 

cui sono stati 

riportati i venti

 

 

 

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Sistemi nuvolosi e fenomenologia associata 

 Per avere appena un'idea sulla formazione delle nubi introduciamo brevemente il 
seguente concetto: nella depressione l'aria sale, e poiché con il crescere della quota la 
pressione diminuisce, si espande e si raffredda. Questo processo porta alla 
condensazione del vapore acqueo. Si formano così  le nubi e si hanno precipitazioni. 

Sulle carte al suolo, associate alle depressioni sono segnati i Sistemi Nuvolosi o più 
propriamente per gli addetti ai lavori Sistemi Frontali.

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Carta al suolo con 

sistemi frontali

Questi  a secondo del tipo di  nuvolosità di cui sono costituiti, in stretta correlazione 
alla natura della massa d'aria relativamente più calda o più fredda da cui prendono 
corpo, si dividono in tre tipi fondamentali disegnati con simboli e colori diversi: 
Fronte Caldo, Fronte Freddo e Fronte Occluso. Esiste inoltre la linea d'instabilità, 
ovvero un corpo nuvoloso che trae la sua energia da un residuo d'instabilità dopo il 
passaggio di una depressione e che non di rado provoca fenomeni sulla zona 
interessata. 

 Immaginiamo ora qualche giornata in cui la nostra zona è interessata da una 
perturbazione, arrivando così a determinare i Sistemi Nuvolosi disegnati sulle carte ed 
osservandone la fenomenologia. Inizialmente osserveremo il cielo frastagliato da 
parziali velature o cirri isolati, cui segue la sfilata di cirrostrati ed altostrati che 
rappresentano un segno premonitore del cambiamento del tempo. Il giorno seguente, 
l'annuvolamento si fa ancora più spesso sino a che una grigia cortina di nubi copre il 
cielo intero e possono cadere le prime gocce di pioggia. Questo tipo di nuvolosità, 
costituito da nubi medio-alte stratificate prende il nome di Fronte Caldo e lo 
troveremo disegnato sulle carte con una linea rossa intervallata da piccoli cerchi rivolti 
verso l'esterno. Gli annuvolamenti sono accompagnati da una diminuzione della 
pressione e da un progressivo aumento del vento. Mentre questo processo di 
peggioramento delle condizioni del tempo può protrarsi per uno o due giorni, un altro 
tipo di maltempo si annuncia più rapidamente, tempestosamente e con precipitazioni 
a carattere di rovescio. Nubi a sviluppo verticale appaiono all'orizzonte, i quali 
nell'arco di poche ore crescono enormemente e si presentano in cielo minacciosi. 
Nubi, precipitazioni e vento imperversano sulla zona. Questo cambiamento sta a 
significare l'arrivo dell'aria fredda posteriore della depressione che prende il nome di 
Fronte Freddo e viene segnato sulle carte con una linea blu intervallata da piccoli 

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triangoli. 

Una volta che il fronte freddo raggiunge il fronte caldo si forma il Fronte Occluso ed 
il cielo si presenta nuvoloso con qualche nube a grosso sviluppo verticale e fenomeni 
per lo più in attenuazione; questo segna la fase di colmamento della depressione. 
Sulle carte il fronte occluso viene segnato con una linea curva viola intervallata 
alternativamente da un cerchietto ed un triangolino.

Carta al suolo 

completa su cui 

abbiamo disegnato 

i venti

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Il Vento: come misurarlo

     

Scala Beaufort

     

Stato del mare e forza del vento

     

Bollettino ai naviganti - Meteomar

 

Il Vento 

La conoscenza di questo parametro è di fondamentale importanza per chi naviga, in 

quanto dalla sua direzione ed intensità e da una sua successiva evoluzione, strettamente 

legata alla situazione atmosferica, dipende la pianificazione e l’eventuale condotta di una 

regata.

Si misura mediante sistemi anemometrici, di cui parleremo più avanti; di fondamentale 

importanza per i naviganti sono i sistemi empirici di misurazione che danno informazione 

sia sulla più probabile velocità sia degli effetti che questa può innescare.

 

Scala BEAUFORT

 

L'uomo ha cominciato a stimare la velocità del vento in base agli effetti che esso produce 

sulle cose o gli oggetti che si osservano all'aria libera: alberi, bandiere, fumi ecc. Da ciò ha 
avuto origine la scala Beaufort (dal nome dell'ammiraglio inglese che la elaborò nel 1806). 
Essa è quindi una scala empirica, basata cioè su osservazioni degli effetti del vento sul mare 
lontano dalle coste e sulla terra osservando il movimento dei rami degli alberi.

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cifra 

Beaufort

Termine 

descrittivo

 

velocità del vento 

equivalente

 

sul mare

 

m/sec

 

nodi

 

0

Calma

÷

 0,2

1

Il mare è come uno specchio (mare 

d'olio)

1

Bava di vento

0,3

 ÷ 1,5

÷

 3

Si formano increspature che 

sembrano squame di pesce, ma 

senza alcuna cresta bianca di 

schiuma

2

Brezza leggera

1,6 

÷

 3,3 

÷

 6

Ondicelle minute, ancora corte ma 

ben evidenti: le loro creste hanno un 

aspetto vitreo ma non si rompono 

3

Brezza tesa

3,4 

÷

 5,4

÷

 10

Ondicelle grosse, le cui creste 

cominciano a rompersi. La schiuma 

ha apparenza vitrea. Talvolta si 

osservano qua e là delle "pecorelle" 

dalla cresta biancheggiante di 

schiuma

4

Vento 

moderato

5,5 

÷

 7,9

11 

÷

 16

Onde piccole che cominciano ad 

allungarsi: le "pecorelle" sono più 

frequenti

5

Vento teso

8,0 

÷

 10,7

17 

÷

 21

Onde moderate che assumono una 

forma nettamente più allungata: si 

formano molte 

"pecorelle" (possibilità di qualche 

spruzzo)

6

Vento fresco

10,8 

÷

 

13,8

22 

÷

 27

Cominciano a formarsi onde grosse 

("cavalloni"); le creste di schiuma 

bianca sono ovunque più estese. 

(molto probabile qualche spruzzo)

7

Vento forte

13,9 

÷

 

17,1

28 

÷

 33

Il mare s'ingrossa. La schiuma che si 

forma al rompersi delle onde 

comincia ad essere "soffiata" in 

strisce lungo il letto del vento

8

Burrasca

17,2 

÷

 

20,7

34 

÷

 40

Onde moderatamente alte e di 

maggiore lunghezza. La sommità 

delle loro creste comincia a rompersi 

in spruzzi vorticosi risucchiati dal 

vento. La schiuma viene "soffiata" in 

strisce, ben distinte, nel letto del 

vento

9

Burrasca forte

20,8 

÷

 

24,4

41 

÷

 47

Onde alte. Dense strisce di schiuma 

nel letto del vento. Le creste delle 

onde cominciano a vacillare ed a 

precipitare rotolando. Gli spruzzi 

possono ridurre la visibilità

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10

Tempesta

24,5 

÷

 

28,4

48 

÷

 55

Onde molto alte sovrastate da 

lunghe creste ("marosi"). La schiuma 

formatasi, addensata in grandi 

banchi, viene "soffiata" in strisce 

bianche e compatte lungo il letto del 

vento. Nel suo insieme il mare 

appare biancastro. Il precipitare 

rotolando delle onde diviene intenso 

e molto violento. La visibilità è ridotta

11

Tempesta 

violenta 

28,5 

÷

 

32,6

56 

÷

 63

Onde eccezionalmente alte (le navi 

di piccola e media grandezza 

possono scomparire alla vista per 

qualche istante). Il mare è 

completamente c coperta da banchi 

di schiuma che si allungano nel letto 

del vento. Ovunque la sommità delle 

creste delle onde è polverizzata dal 

vento. La visibilità è ridotta

12

Uragano

32,7 e 

oltre

64 e oltre

L'aria è piena di schiuma e di 

spruzzi. Il mare è completamente 

bianco a causa dei banchi di schiuma 

alla deriva. La visibilità è fortemente 

ridotta

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Stato del mare e Forza del vento

Per "Stato del Mare" s'intende il suo stato di agitazione causato dagli effetti combinati del 
"mare di vento" o mare vivo e del "mare lungo" o mare morto. Il primo, suscitato 
direttamente dall'azione del vento in superficie; viene chiamato mare morto, quando tale 
moto si forma indirettamente altrove in conseguenza di correnti d'aria lontane. Il   moto 
ondoso si compone di innumerevoli onde marine, diverse per altezza, lunghezza e periodo, 
come anche per direzione di propagazione. Le onde marine che suscitano il moto ondoso non 
sono causate solo dalle forze di pressione delle correnti d'aria, ma vi partecipano anche le 
differenze di pressione atmosferica e le forze mareomotrici, come pure i maremoti. 
L'osservazione meteorologica dello stato del mare definisce l'altezza dell'onda 
"SIGNIFICATIVA", che è un'onda caratterizzata nel seguente modo: sappiamo che le onde 
hanno un'altezza che varia continuamente nel tempo pertanto ipotizziamo di farne una 
registrazione continua e ordinare le onde, per altezza crescente in tre gruppi. L'onda 
significativa è la media aritmetica del gruppo delle onde più alte, ed è poi con buona 
approssimazione quella che corrisponde alla stima visiva dell'osservatore.

Gli elementi che concorrono principalmente allo sviluppo dell'onda significativa sono 
essenzialmente tre:

1.

      

Intensità del vento che insiste su un dato tratto di mare

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2.

      

Durata del vento stesso, se costante in direzione ed intensità media

3.

      

Il Fetch, cioè l'estensione del tratto di mare interessato dal vento

 Perché, rimanendo costanti i primi due parametri, il moto ondoso possa arrivare alla 
massima altezza (mare pienamente sviluppato) è necessario che il fetch raggiunga un 
determinato valore. Nelle acque del Mediterraneo il fetch si calcola su una carta geografica 
partendo dalla costa dalla quale proviene il vento sulla zona di mare che interessa.

 La scala della Stato del Mare è internazionalmente codificata dalla seguente tabella:

Codice

Altezza 

media 

delle 

onde 

(mt)

Termine 

specifico

Descizione

0

0

Calmo

Liscio, senza increspature.

1

0 ¸ 0,1

Quasi calmo Piccole increspature.

2

0,1 ¸ 0,5

Poco mosso Onde appena accennate, molto corte, con qualche 

piccola cresta schiumosa.

3

0,5 ¸ 1,25

Mosso

Piccole onde. Qua e là le creste si rompono 

formando schiuma.

4

1,25 ¸ 2,5 Molto mosso Onde piccole che tendono ad allungarsi. Frequenti 

marosi con schiuma.

5

2,5 ¸ 4,0

Agitato

Onde di media altezza con forma allungata. Molti 

marosi biancheggianti di schiuma.

6

4,0  ¸6,0

Molto agitato Si formano onde più ampie. Creste di schiuma 

ovunque estese con spruzzi.

7

6,0 ¸ 9,0

Grosso

Il mare si gonfia. Il vento trascina gli spruzzi in 

strisce.

8

9,0 ¸ 14

Molto grosso

Onde moderatamente alte e lunghe. La sommità 

delle creste si rompe in spruzzi vorticosi. La 

schiuma viene soffiata in strisce ben visibili.

9

oltre 14

Tempestoso

Onde alte. Le creste rotolano a valle dell'onda. 

Compatte strisce di schiuma distese nella 

direzione del vento.

Quando le onde generate dal vento escono dall'area interessata dal vento stesso, le loro 
caratteristiche cambiano. Le creste si abbassano e assumono forme più arrotondate, la 
lunghezza dell'onda aumenta e così il periodo. Abbiamo cioè il "mare lungo" o mare morto 
codificato secondo la tabella riportata di seguito.

Cifra

Lunghezza e altezza delle onde

Specificazioni

0

Nessuna onda lunga

onda

lunghezza

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Cose di mare - Manuale di meteorologia a cura del Cap.Geofisico Orazio Di Casola

1

onda corta o media e bassa

corta

minore di 100 m

2

onda lunga e bassa

media

100 - 200 m

3

onda corta e moderata

lunga

maggiore 200 m

4

onda media e moderata

5

onda lunga e moderata

6

onda corta e alta

onda

Altezza

7

onda media e alta

bassa

minore 2 m

8

onda lunga e alta

moderata

2 - 4 m

9

onda confusa (lunghezza e altezza non 

determinabili)

alta

maggiore 4 m

Per concludere questa parte diremo che la forza del vento sul mare, è ovviamente 
strettamente legata alla situazione meteorologica e che la sua azione sulla superficie marina 
dopo un certo tempo contribuisce a determinarne il moto ondoso. Allo stesso modo, la fine 
dell'azione meccanica del vento sulla superficie marina non segnala un immediata 
attenuazione del moto ondoso, la quale avverrà dopo un certo arco di tempo.

 

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Bollettino ai naviganti – METEOMAR

 I bollettini meteorologici e in particolare quelli nautici sono indispensabili per chi naviga 
lungo le coste o in mare aperto. I Bollettini meteorologici caratteristici per la navigazione 
sono noti come METEOMAR. Essi sono i Bollettini del Tempo sul Mediterraneo e sono  
messaggi meteorologici emessi dal C.N.M.C.A. ogni sei ore validi 18 ore. Sono costituiti, 
nelle loro edizioni complete, dalle seguenti parti informative: Avviso, Situazione, 
Previsione, Tendenza, Osservazioni Costiere.

L'Avviso è la parte obbligatoria di ogni bollettino e in mancanza di informazioni, il bollettino 
segnala: "nessun avviso". Esso viene emesso in previsione di temporali o groppi 
temporaleschi ed in condizioni di Burrasca osservata e/o prevista. Con vento di burrasca la 
navigazione in mare comincia a diventare difficile e può essere pericolosa specie per le 
piccole imbarcazioni e quelle a vela. Per Burrasca s'intende un vento con una velocità 
compresa tra 34 e 55kt (nodi) ovvero tra 62 e 102 Km/h. queste velocità corrispondono 
nella Scala Beaufort rispettivamente ai gradi 8, 9, 10. In Italia tale avviso viene emesso 
anche in caso di vento Forza 7, in quanto anche tale intensità è ritenuta molto pericolosa non 
solo per il naviglio minore, ma anche per quello da diporto.

La Situazione sintetizza le condizioni attuali generali del tempo insieme ad una loro prevista 
evoluzione: vi si descrivono i centri di bassa e/o di alta pressione, il gradiente barico, le 
perturbazioni di carattere frontale (fronti caldi, freddi e occlusi), la circolazione atmosferica 
prevalente, il passaggio di linee temporalesche, ecc.

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Cose di mare - Manuale di meteorologia a cura del Cap.Geofisico Orazio Di Casola

La Previsione è valida 12 ore dall'ora di emissione del bollettino e segnala le condizioni 
medie del tempo previsto sulla zona marittima di riferimento. I dati previsti sono nell'ordine: 
vento, tempo (nuvolosità e fenomeni), visibilità e mare. I codici ed i termini descrittivi si 
riferiscono alla Scala Beaufort per il vento ed a quella dello Stato del Mare già vista in 
precedenza.

La Tendenza è una sintesi delle condizioni meteorologiche prevedibili per le dodici ore 
successive al termine del periodo di validità del messaggio.

Le Osservazioni Costiere elencano le osservazioni più recenti provenienti da alcune delle 
stazioni meteorologiche costiere. Normalmente vengono aggiornate ogni tre ore e vi figurano 
nell'ordine i dati su: vento (direzione di provenienza in gradi e velocità in nodi), nuvolosità 
(quantità di cielo coperto in ottavi), fenomeni (foschia, nebbia, pioggia ecc.), visibilità (in 
chilometri o miglia nautiche), pressione in ettoPascal (hPa), temperatura (in gradi 
centigradi), stato del mare (mare vivo e talvolta lungo)

PER VEDERE IL BOLLETTINO DEL MARE CLICCA QUI

 

          a cura del servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana

 

        attenzione dopo l'apertura della finestra cliccare su informazioni meteorologiche

 

L'ascolto attento di questi messaggi, consente quindi di annotare con abbondanza di 
particolari le condizioni generali del tempo, ed affrontare il mare con consapevolezza 
sulle potenziali o effettive situazioni che si possono incontrare. Annotazioni diligenti 
possono consigliare misure tempestive, quali ad esempio variazioni e/o inversioni di 
rotta. I Bollettini vengono diramati da ventiquattro stazioni radio, dislocate 
tutt’intorno alla nostra penisola. 

In talune località costiere vi è una "stazione segnali" che, su comunicazione del 
Servizio Meteorologico dell'Aeronautica, alza i segnali ottici di presagio di Burrasca o 
Tempesta. Tali dispositivi sono sia diurni (bandiere nere) sia notturni (lanterne), e 
vengono alzati non appena ricevuto il "primo Avviso" che informa del fenomeno di 
burrasca o tempesta, in corso o imminente, nella zona costiere adiacente. I segnali 
(vedi figura sotto) rimangono esposti fino all'arrivo del messaggio che annuncia 
"cessata" la burrasca o la tempesta.   

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Il Vento 

(2° parte)

     

Le brezze

 

     

Dati Statistici

 

     

Interpretare i segni

 

Il vento

Vari sono i fattori che concorrono a determinare la sua direzione di provenienza e la 

velocità, quali ad esempio la stabilità dell’aria e soprattutto la morfologia del territorio. 

Il territorio trapanese, presentandosi piuttosto piatto in vicinanza delle coste non 

presenta ostacoli orografici tali da influenzare la situazione generale, come ad 

esempio la catena Alpina, che al contrario gioca un ruolo fondamentale nella 

situazione generale per le regioni settentrionali che essa domina. 

Altri fattori che si presentano in maniera tipica sul Trapanese e che possono anche 

agire in maniera più o meno sensibile sui venti persistenti, modificandone a volte 

direzione e velocità, sono venti a scala locale; le Brezze.    

Considerando invece la frequenza di rilevazione dei venti, possiamo dire che il 

Maestrale e lo Scirocco, quest’ultimo rilevato con maggiore frequenza, sono senza 

dubbio i venti predominanti su questa parte della Sicilia Occidentale, facendo spesso 

registrare delle velocità anche molto elevate. 

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Lo Scirocco è in origine un vento tipico della costa nordafricana; vento da SE, caldo e 

secco, originato da una depressione sul mare. L’area di bassa risucchia aria dai rilievi 

dell’Atlante e dei deserti Libico-Egiziani. Esso porta spesso con sé polvere e sabbia dal 

Sahara. In Italia e soprattutto in Sicilia è molto frequente e qui la temperatura può 

raggiungere valori elevati, anche superiori ai 40 °C. 

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Le brezze

Durante l'estate in vacanza al mare, spesso ci si accorge, nelle ore più calde, del 

levarsi di una brezza rinfrescante che dal mare soffia verso la terraferma. 

Analogamente qualcosa di simile lo si può sperimentare anche in montagna, dove lo 

stesso nella tarda mattinata e soprattutto nel pomeriggio, soffia verso il monte la 

cosiddetta "Brezza di Valle". La "Brezza di Mare" si affievolisce gradualmente nelle 

ore serali. Nel corso della notte si leva un nuovo vento, che questa volta spira dalla 

terra verso il mare; è la "Brezza di Terra". In montagna osserviamo del pari un 

affievolirsi della brezza di valle nel tardo pomeriggio e già nelle prime ore della sera si 

sente un vento fresco soffiare dai monti verso la valle; è la "Brezza di Monte". 

 

Brezza di mare

 

  

Brezza di terra

a sinistra brezza di valle

 

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a destra brezza di monte

 

Il mare e la terraferma si riscaldano e si raffreddano in modo diverso. Con la brezza di 

mare e di terra o di valle e di monte consideriamo fenomeni fondamentali, di grande 

importanza per l'evoluzione del tempo. Mano a mano che il sole sale all'orizzonte la 

terraferma si riscalda molto più rapidamente del mare. Il riscaldamento degli strati in 

prossimità del suolo determina un abbassamento della pressione atmosferica. Si 

genera così un gradiente, ovvero una differenza di pressione tra mare, più alta, in 

quanto l'aria è più densa e più pesante e la terra, più bassa dove, come già detto 

l'aria è meno densa e più leggera. Ricordando che l'aria muove dalle alte verso le 

basse pressioni possiamo capire come questa differenza di pressione innesca la Brezza 

di Mare. Di notte si verifica il fenomeno opposto: la terraferma si raffredda più 

velocemente del mare. Su quest'ultimo perciò si determina una zona di bassa 

pressione e la Brezza di Terra soffia dalla costa verso il mare. 

Analogamente in montagna accade che grazia alla radiazione solare il fondovalle si 

riscalda più rapidamente dei pendii montani. L'aria riscaldata (più leggera) a 

fondovalle sale verso l'alto il cui effetto è la Brezza di Valle. Al tramonto del sole in 

montagna i pendii si raffreddano molto per irradiazione e l'aria raffreddata, più 

pesante, scende verso il fondovalle: ecco allora soffiare la Brezza di Monte. 

Le brezze in genere, sono correnti d'aria localizzate e si presentano senza alterazioni 

soltanto nei giorni estivi sereni, quando non c'è pericolo alcuno di perturbazioni 

determinate dalla situazione atmosferica generale. Esse sono tanto più accentuate 
quanto più forte è il divario tra le temperature diurne e quelle notturne.

 

Sul territorio trapanese, nelle zone costiere, nel periodo estivo, particolare importanza 

assume la Brezza di Mare. Essendo le medie delle temperature intorno ai 30°C nei mesi 

di Luglio, Agosto e Settembre, ciò favorisce l’instaurarsi di venti con velocità tra i 10 e i 

15 Kt di media. La direzione di provenienza varia tra i 310° ed i 350°. Questi dati ricavati 

da una statistica trentennale portano a concludere che nel periodo estivo la Brezza di 

Mare si instaura prevalentemente da NW, a cui segue nelle primissime ore del mattino 

una Brezza di Terra di intensità media tra i 04 ed i 10 Kt, con direzione di provenienza 

intorno SE. La minore intensità è dovuta generalmente ad una minore differenza di 

temperatura tra terra e mare nelle ore notturne. 

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Dati Statistici 

  La conoscenza di questi dati, permette di avere un’idea abbastanza chiara sui 

parametri  quali ad esempio Temperature, Vento, Umidità, che si possono incontrare 

mediamente nelle zone cui i valori si riferiscono. La Climatologia è infatti quella scienza 

che studia l’andamento medio dei parametri meteorologici in modo da individuare il 

Clima di una determinata zona, la cui conoscenza è un punto di partenza essenziale 

nella pianificazione di molte attività condotte dall’uomo. 

Il Clima di una località geografica è definito dal comportamento Statistico determinato su 

periodi di tempo lunghi (30 anni) delle variabili (temperatura, umidità, vento, pressione, 

precipitazioni, nuvolosità, ecc.) che descrivono il “Tempo Meteorologico”. Lo si può 

considerare come una somma di “Tipi di Tempo”, dove ognuno di questi possiede una 

caratteristica distribuzione di frequenza sul periodo considerato, in modo da permetterne 

la valutazione della media. 

In Sicilia Occidentale abbiamo ad esempio un Clima Subtropicale con estate asciutta 

tipicamente Mediterraneo. 

La Temperatura Media annua oscilla tra i 18 e i 20°C. Nel mese di Gennaio ad esempio, 

abbiamo una temperatura media che oscilla fra gli 8 ed i 16°C contro i valori medi fra 24 

e 32°C del mese di luglio. 

Per la navigazione, riteniamo sia opportuno conoscere i valori medi stagionali  di alcuni 

parametri, i quali spesso costituiscono un punto di partenza fondamentale per la 

pianificazione e l’eventuale condotta di una regata. 

Per avere un’idea sulle caratteristiche Climatiche della nostra zona riportiamo di seguito 

alcune tabelle riassuntive, che sintetizzano il comportamento dei  parametri 

meteorologici di principale interesse. 

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MEDIE MENSILI SU TRAPANI BIRGI (ANNI 1961/1990) 

  

TEMP. MAX 

(

°

C) 

TEMP. MIN 

(

°

C) 

UMIDITA’ 

(%) 

PRECIP. TOT. 

(mm) 

GENNAIO 

15.0 

8.1 

82 

56.3 

FEBBRAIO 

15.3 

8.0 

81 

45.8 

MARZO 

16.6 

8.6 

80 

44.9 

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APRILE 

19.0 

10.2 

76 

36.9 

MAGGIO 

23.1 

13.2 

74 

16.8 

GIUGNO 

26.7 

16.6 

72 

4.7 

LUGLIO 

29.7 

19.4 

72 

2.4 

AGOSTO 

30.1 

20.2 

74 

8.7 

SETTEMBRE 

27.7 

18.4 

76 

41.6 

OTTOBRE 

23.7 

15.4 

79 

60.8 

NOVEMBRE 

19.4 

12.0 

82 

64.7 

DICEMBRE 

16.2 

9.3 

82 

65.0 

  

STAGIONI METEOROLOGICHE 

  

PRIMAVERA 

ESTATE 

AUTUNNO 

INVERNO 

VENTI 

MAR  APR  MAG  GIU  LUG  AGO  SET  OTT 

NOV  DIC  GEN  FEB 

GRECALE 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEVANTE 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCIROCCO 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MEZZOGIORNO 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LIBECCIO 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PONENTE 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MAESTRALE 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRAMONTANA 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

  

  

  

  

  

  

  

Valori Estremi Rilevati a Trapani-Birgi e Pantelleria Durante il Trentennio 1961-

1990 

TRAPANI-BIRGI 

 PRIMAVERA 

21.04.1970 Temperatura Max: 28,4 °C 

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 ESTATE 

19.06.1965 Vento Max: Nord 117 Km/h 

 AUTUNNO 

02.09.1965 Vento Max: Ovest 124 Km/h 

04.11.1966 Vento Max: Sud-Est 126Km/h 

 PANTELLERIA 

 PRIMAVERA 

14.03.1968 Temperatura Min: 1,6 °C 

17.05.1977 Vento Max: Sud-Est 133 Km/h  

 ESTATE 

03.06.1973 Vento Max: Sud-Est 122 Km/h 

30.07.1977 Vento Max: Sud-Est 106 Km/h 

 AUTUNNO 

24.10.1960 Temperatura Max: 35 °C 

 INVERNO 

17.12.1966 Temperatura Min: 3,0 °C  

 

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Interpretare i "SEGNI" 

  L’applicazione di semplici regole pratiche ed un’acuta osservazione delle variazioni e/o 

evoluzioni di alcuni parametri del tempo permette ad un acuto osservatore, che abbia un 

minimo di conoscenza meteorologica, risalire a quelle che sono le situazioni più probabili 

che potranno verificarsi in un arco di tempo relativamente breve. 

In mare aperto ad esempio il vento si muove quasi parallelamente alle isobare: e come 

già detto, nelle zone di alta pressione va dal centro verso l’esterno in senso orario, nelle 

zone di bassa va dall’esterno verso l’interno in senso antiorario; nell’emisfero sud 

avviene il contrario. Da queste semplici regole ne consegue la legge di Buis-Ballot: 

dando le spalle al vento nell’emisfero nord, si avrà l’Alta Pressione a destra e la 

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Bassa Pressione a sinistra. 

La direzione di provenienza del vento quindi, tende a ruotare con movimento uguale a 

quello delle lancette dell'orologio quando una zona di bassa pressione passa a nord 

dell'imbarcazione, nel senso contrario quando passa a sud. 

I velisti in particolare, ricordino che la pressione del vento sulle vele aumenta in 

proporzione al quadrato della velocità del vento. Quest’ultima segnalata nelle 
osservazioni delle stazioni costiere spesso, in mare aperto si raddoppia.

 

Questa semplice legge ci permette ancora di capire se una depressione alla quale è 

associato un sistema nuvoloso è in avvicinamento o in allontanamento rispetto la zona 

considerata. L’osservazione del tipo di nuvolosità presente in una determinata zona può 

ancora farci capire il tipo di Sistema Frontale cui la zona è interessato (Fronte Caldo, 

Freddo, Occluso). 

Ad esempio il cielo che inizialmente presenta delle parziali velature di nubi alte, è già un 

segno premonitore del cambiamento del tempo. Quando esso risulta parzialmente 

coperto o totalmente coperto da nubi medio-alte stratificate, significa che ci troviamo in 

presenza di un fronte caldo e che possiamo aspettarci delle deboli piogge. 

Quando invece cominciamo ad osservare all’orizzonte la presenza di nubi a sviluppo 

verticale, che nell'arco di poche ore crescono enormemente e si presentano in cielo 

minacciose, presto la zona sarà interessata dal passaggio di un Fronte Freddo, a cui 

potranno essere associate precipitazioni spesso di forte intensità, anche a carattere 

temporalesco, non raramente accompagnate da vento forte a raffiche. 

 

Durante l’estate un’attenta osservazione dei venti a scala locale costituisce un’ottima 

base di partenza per valutare un’eventuale peggioramento delle condizioni del tempo. 

Le regolari brezze di terra e di mare infatti, sono "venti di bel tempo", come 

confermato dal rapido dissolversi degli annuvolamenti cumuliformi. Un'alterazione di 

questi regimi di venti è indice di cattivo auspicio. Meno significative a tale riguardo 

sono le brezze di valle e di monte, che possono permanere anche in situazioni di 

bassa pressione quando il cielo temporaneamente si rasserena. 

 

 

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Strumenti meteorologici

     

termometro

     

barometro

     

anemometro

     

registratore facsimile

     

meteosat

     

come usare gli strumenti meteo

Strumenti meteo 

 In ambito meteorologico ricoprono una parte molto importante gli strumenti; infatti, è tramite essi che si 

possono avere informazioni riguardanti il vento, la pressione, la temperatura, le nubi, le precipitazioni, e quindi 

avere una base su cui poter osservare e prevedere il tempo. 

All’interno di una Stazione Meteorologica si possono trovare tantissimi strumenti, alcuni per la misurazione di 

particolari parametri, ma in ogni caso si può affermare che, per avere almeno i dati fondamentali ed 

indispensabili alla navigazione, bastano pochi e semplici strumenti. I loro nomi non sono proprio comuni, ma 

comunque non difficili; stiamo parlando di termometri, barometri e anemometri. 

TERMOMETRO 

 Il termometro è lo strumento più comune in circolazione; quasi tutti, infatti, possediamo in casa un misuratore 

di temperatura. Nella maggior parte dei casi esso consiste in un tubetto trasparente, dotato di una scala 

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graduata, che finisce in un piccolo bulbo dove è raccolto il mercurio. Il mercurio è il liquido più sensibile ad 

anche piccolissime variazioni di temperatura; sale o scende all’interno del tubetto a seconda se la temperatura 

aumenta o diminuisce. 

 BAROMETRO 

            Il misuratore di pressione consiste normalmente in una serie di capsule metalliche nelle quali è stato 

praticato il vuoto. Le deformazioni delle capsule sono amplificate e trasmesse ad un indice che si sposta davanti 

ad un quadrante graduato. All’aumentare della pressione, queste capsule si schiacciano, mentre al suo 

diminuire, corrisponde un’espansione delle stesse. I BAROGRAFI sono dei barometri aneroidi registratori. 

L’indice porta una pennina riempita d’inchiostro che si sposta su una carta fissata ad un tamburo ruotante.   

ANEMOMETRO 

 È il misuratore del vento, sicuramente lo strumento più difficile nel funzionamento; ne esistono vari tipi. Si 

può dire comunque che esso consiste in una parte che “raccoglie” i dati (direzione ed intensità) chiamata 

“trasmettitore” ed una parte che visualizza questi dati, il “ricevitore”. Quando l’anemometro è collegato ad un 
complesso di registrazione, si parla di ANEMOGRAFO. 

 

 

 

 

Sensore anemometrico (trasmettitore)

 

Anemografo (ricevitore)

 

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REGISTRATORE FACSIMILE   

            Strumento più complesso è il registratore facsimile: il funzionamento è più o meno quello di un 

semplice telefax, solamente che usa come segnale di sorgente onde radio. Il più usato sulle navi è il 

NAGRAFAX per le sue ridotte dimensioni e semplicità d’uso. Le onde radio vengono tradotte in impulsi elettrici 

che “bruciano” una carta argentata elettrosensibile. Il risultato di questo processo sono le carte meteorologiche 

che vengono trasmesse dal Centro Trasmissioni del C.N.M.C.A. di Roma.   

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Apparato registratore NAGRAFAX

IL METEOSAT 

Un ruolo importante nel sistema previsionistico moderno lo svolgono i satelliti meteorologici. Essi nacquero 

dalla necessità di monitorare ampie aree desertiche, polari ed oceaniche impossibilitate ad ospitare stazioni di 

osservazioni permanenti. I satelliti meteo sono di due tipi: POLARI e GEOSTAZIONARI. Il satellite polare orbita 

ad una quota di circa 800 km con un periodo di 102 minuti. La zona esplorata perpendicolarmente all’orbita 

abbraccia un’estensione di circa 6000 kmq., ma a causa della deformazione relativa alla curvatura terrestre, 

l’ampiezza dell’area utilizzabile è molto minore. I satelliti geostazionari sono posti in un’orbita equatoriale a 

circa 36000 km di quota, hanno un periodo di 24 ore, cioè uguale a quello della rotazione terrestre, risultano 

quindi sempre alla stessa longitudine e conseguentemente l’area esplorata è sempre la stessa. Entrambi i tipi di 

satellite sono equipaggiati con dispositivi radiometrici per luce visibile e per l’infrarosso. Consentono quindi le 

visioni diurne e notturne, la valutazione della temperatura della sommità delle nubi e di quella della superficie 

terrestre (mare terra) nelle zone di sereno. Le ricezioni da satellite sono effettuate per mezzo di appositi centri 

che captano i segnali grezzi, li elaborano includendo il profilo geografico della zona interessata e ritrasmettono 

al satellite il quale rilancia a tutte le stazioni adeguatamente attrezzate. Il satellite europeo METEOSAT 7 è un 

satellite geostazionario. Ha un campo di vista di circa 18000 km, di cui circa 12000 km (quasi un quarto della 

superficie terrestre) sono in buona prospettiva. Sono inquadrate l'Africa, l’Europa, il vicino Oriente e le coste 

atlantiche del Sud America. La fissità della scena geografica rende particolarmente semplice il confronto 

temporale dei dati. Un’importante applicazione è la successione animata delle immagini, al fine di avere un’idea 

dinamica del tempo. 

 

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Immagine  e spaccato di un satellite 

METEOSAT

 

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Come usarli 

  

Tralasciando l’uso, alquanto semplice ed intuitivo del termometro, parleremo in questo paragrafo 

dell’uso degli altri strumenti. Anche il barometro è di facile lettura in quanto normalmente la scala 

graduata ha la doppia unità di misura in mbar (millibar), o hPa (ettoPascal) nei più recenti, e mmHg 

(millimetri di mercurio) e la lettura è immediata. Il barografo invece utilizza una c

artina quadrettata 

appositamente dedicata sulla quale viene segnata la pressione esistente momento per momento. Per quanto 

riguarda l’anemometro i quadranti da leggere sono due: il primo indica la direzione, il secondo l’intensità. 

Sull’anemografo, al posto degli indicatori, troveremo due pennini che scrivono su una cartina sempre 

quadrettata, ma di differente formato rispetto a quella del barografo. Registrando ogni ora su un foglio i valori 

di pressione, temperatura e vento, si potrà avere un minimo supporto statistico con il quale iniziare a “tenere 

d’occhio” il tempo e quindi ad usare questi segni per interpretare la situazione presente ed un’eventuale 

previsione. Per avere un’idea della situazione su più larga scala come per esempio sull’Italia e/o sull’Europa, si 

potranno utilizzare il FACSIMILE ed il SATELLITE. Con il NAGRAFAX si riceveranno le carte meteorologiche, già 

ampiamente descritte precedentemente. Utilizzando il satellite si potrà vedere dall’alto la situazione effettiva 

dei sistemi nuvolosi già indicati sulle carte. Avendo un sistema che visualizza tutte le immagini immagazzinate 

per un determinato periodo, si potrà avere un mezzo per poter prevedere a breve termine il movimento dei vari 

sistemi frontali. I formati maggiormente usati sono: Visibile e Infrarosso.   

 

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Immagine dell'Italia al visibile (METEOSAT 

7)

 

 

L'immagine a sinistra è una “fotografia” 

dall’alto che evidenzia la nascita, evoluzione e 

struttura dei sistemi nuvolosi. Esso sfrutta la 

“riflettività” della nube, ovvero la porzione di 

luce  proveniente dal sole (immagine 

disponibile solo nelle ore diurne) riflessa dal 

corpo nuvoloso.

 

 

 

Immagine dell'Europa all'infrarosso 

(METEOSAT 7)

 

L'immagine a destra dà informazioni 

sulla temperatura della sommità dei 

corpi nuvolosi e della superficie 

terrestre. Vengono evidenziate 

maggiormente le nubi alte e quindi più 

fredde, che presentano un maggiore 

contrasto termico tra suolo e sommità 

della nube. Tale formato, sfruttando le 

proprietà di emissività termica dei 

corpi, è quindi disponibile sia di giorno 

che di notte dando preziose 

informazioni sulla tipologia di nubi cui 

la scena si riferisce.  

 

 

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      a cura del Cap. Geofisico Orazio Di Casola

 

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Acquisizione delle informazioni meteo

 

I modi per avere delle informazioni sul tempo sono molteplici: si va dalle rubriche 

meteo delle varie reti televisive fino ad arrivare ai servizi telefonici dedicati.

Passiamo ora ad analizzare le fonti principali per sapere com'è il tempo e come sarà.

 TELEVISIONE

Tutti conoscono la famosa rubrica di RAI1 "Che Tempo Fa" resa celebre dal Gen. 

BERNACCA, ed ancora oggi presente con il conosciuto Guido CAROSELLI. Ma oltre a 

questa, negli ultimi anni si sono fatti strada altri due appuntamenti molto importanti, 

entrambi condotti direttamente da personale del Servizio Meteorologico 

dell'Aeronautica: il primo, sempre su RAI1, la mattina, nella trasmissione 

UNOMATTINA; l'altro, su RAI2, con diversi orari durante il giorno, con METEO2. 

Ma anche le altre reti, sia pubbliche sia private, si sono ormai adeguate in tal senso. 

Molto nota è infatti "IL METEO" di Canale 5.

Oltre a queste, si possono trarre notizie sulle condizioni atmosferiche anche da 

TELEVIDEO (RAI) alla pagina 400 e da TELETEXT (MEDIASET) alla pagina 180.

 RADIO

Stessa cosa vale per le trasmissioni radio, dove RADIORAI svolge ormai un servizio 

molto importante: infatti oltre ad avere gli appuntamenti fissi dopo i giornali radio, 

periodicamente e soprattutto durante l'estate viene trasmesso l'AVVISO AI 

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NAVIGANTI, precedentemente descritto.

Inoltre le varie Capitanerie di Porto trasmettono su varie frequenze i bollettini del 

tempo e gli AVVISI AI NAVIGANTI.

Vengono sottoriportate le principali frequenze di trasmissione 

PRINCIPALI CANALI VHF

NUMERO

FREQUENZA MHZ

NUMERO

FREQUENZA MHZ

16

156.800

67

156.375

06

156.300

68

156.425

08

156.400

69

156.475

09

156.450

70

156.525

10

156.500

71

156.575

11

156.550

72

156.625

12

156.600

73

156.675

13

156.650

74

156.725

14

156.700

75

156.750

15

156.750

76

156.800

17

156.850

77

156.875

GIORNALI

Anche i vari quotidiani hanno inserito una rubrica meteorologica che generalmente 

offre, non solo informazioni sulla situazione attuale e prevista, ma anche curiosità, 

aneddoti e particolari ricorrenze riguardo a parametri, situazioni, ecc.

Navigare con Internet

Propabilmente internet è lo strumento migliore  che  permette di informarci ed 

acquisire tutto cio' che ci interessa in campo meteorologico ...e non solo!  Di seguito 

vi indichiamo due siti molto interessanti, che vi permetteranno di accedere a notevoli 

informazioni. Comunque navigando in internet, non sarà difficile trovare tutto quello 

che vi serve.

 

Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia 

Aeronautica 

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Qui si concludono le "meteodispense". Buona navigazione e grazie per averci seguito! 

 

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